Il manifesto

PROSPETTIVA COMUNE per BOLOGNA 2027 
Un risveglio civico per il futuro della nostra città 

Roma sopravvive perché ci sono 
cittadini onesti e disposti al sacrificio.
Ambrogio di Milano, IV sec.

Siamo cittadini di diverse sensibilità politiche, che si riconoscono pienamente nei principi e nei valori della Costituzione italiana: la dignità di ogni persona, la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, il diritto e dovere di tutti di svolgere un’attività che concorra al progresso della società, la solidarietà come collante della vita sociale. 

Abbiamo a cuore la cura del patrimonio collettivo e del tessuto di relazioni che ci rendono membri di una comunità, nella quale ciascuno possa esprimere al meglio la propria personalità, valorizzare i propri talenti e investirli per la crescita di tutti. Crediamo che la cittadinanza attiva e la sussidiarietà siano risorse essenziali per attuare una responsabilità condivisa con l’intervento pubblico e rispondere ai bisogni emergenti. Siamo convinti che la politica possa essere un bene prezioso capace di rimettere in circolo questa dinamica virtuosa e vitale. Siamo certi che si possa, e si debba, recuperarne il senso più nobile e vero: lo consideriamo un dovere civico urgente e vogliamo impegnarci per questo. 

Al contrario, la politica attuale, sia globale che locale, ci appare poco attenta all’interesse collettivo, complice di interessi particolari e debole nell’arginare influenze e poteri esterni che la condizionano. Non opera come motore di equità e redistribuzione di risorse e opportunità, ma si rassegna alle crescenti ineguaglianze, anzi spesso le amplifica, proteggendo l’accumulo di ricchezza – in qualsiasi modo ottenuta – e non i redditi da lavoro, per molti sempre più insufficienti. Ai grandi capitali tutto è concesso, a costo di cambiare le regole in loro favore. La nostra società sembra meno una democrazia e più una plutocrazia. Purtroppo, questo sta avvenendo anche a Bologna. 

Su questo punto spesso non vediamo differenze sostanziali tra le amministrazioni che si definiscono di destra o di sinistra. Le sigle che si contendono il nostro voto, laddove governano, sono accomunate dalla stessa sudditanza ai grandi interessi economici, soprattutto nelle scelte che spostano denaro come le politiche di uso del territorio, quelle in materia di energia e ambiente, di mobilità e trasporti, di salute e servizi sanitari. 

A Bologna lo scontro destra-sinistra va in scena su questioni di bandiera. Nei fatti, se il primo impegno di chi governa è difendere e alimentare un sistema locale dove economia e appartenenza politica sono fortemente intrecciate, la minoranza non si batte per cambiarlo, ma per allargare la propria quota di partecipazione al medesimo sistema. Quando è avvenuto un cambio “storico” di maggioranza, si è vista qualche sostituzione, ma lo schema è rimasto sostanzialmente immodificato, a conferma di un tacito patto di co-gestione

Intanto, la qualità della vita acquisita nel tempo sta progressivamente peggiorando: tempi biblici per spostarsi, costi insostenibili per abitare, cattiva gestione dell’enorme afflusso turistico (con disagi per tanti e arricchimento per pochi), violenza diffusa e insicurezza in aumento. Inoltre, scelte urbanistiche assurde riducono le aree verdi per fare spazio a nuovo cemento, scelte infrastrutturali miopi restringono la capacità futura del trasporto pubblico, e i livelli di inquinamento restano elevati. 

Tutto ciò allontana la politica dalla sua missione, e gli elettori dal voto. Crediamo che sia giunto il momento di prenderci, come cittadini liberi e consapevoli, la nostra parte di responsabilità

Vogliamo un’Amministrazione che rimetta al centro l’interesse generale rispetto a quelli di parte, e smetta di trattare i cittadini con arroganza e paternalismo. Vogliamo dire basta ad una partecipazione civica fittizia, messa in scena per confermare scelte già operate e mai realmente discusse con i diretti interessati. Vogliamo che le decisioni importanti per la città non vengano più prese in sedi private, ma vengano discusse nelle istituzioni democratiche elettive, con la trasparenza del dibattito pubblico. 

Noi crediamo che sia giunto il momento di ridare alla politica – come recita la nostra Costituzione – il senso profondo e il ruolo alto che le spettano, rimuovendo “gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. 

Siamo convinti che a Bologna sia possibile avviare una nuova stagione di ascolto e confronto autentico, di gestione trasparente delle risorse pubbliche, di cura del bene comune. Che si possano ricucire le fratture create da contrapposizioni strumentali, e ricomporre bisogni e interessi finora cavalcati in una logica di scontro ideologico. Che con onestà intellettuale, approccio scientifico e trasparenza sugli interessi in gioco, si possano prendere decisioni condivise e lungimiranti per il presente e, soprattutto, per il futuro della nostra città. 

Bologna, aprile 2026