Mobilità e trasporti | Trasparenza e partecipazione

Tper, il trasporto pubblico bolognese privatizzato? Se sì, controllato da chi?

Dubbi e interrogativi: i cittadini hanno diritto di sapere

di Prospettiva Comune

L’assessore alla mobilità del Comune di Bologna, Michele Campaniello, nel question time del 29 maggio 2026, a margine del tema “autobus a idrogeno” ha affermato riguardo a Tper: “Parliamo di una grande azienda di trasporto pubblico, intorno alla quale occorre fare quadrato come amministrazione, non fosse altro perché è nostra: siamo i maggiori azionisti insieme a città metropolitana e regione, è un’azienda pubblica“.

Ma è al corrente l’assessore che proprio gli atti del Comune di cui è amministratore fanno pensare per Tper ad una privatizzazione molto vicina? Vediamo perché.

Il Consiglio Metropolitano a marzo 2026 ha approvato i primi indirizzi strategici in vista della gara per l’assegnazione del servizio di trasporto pubblico sull’area di Bologna, gara che si terrà nel 2027 per individuare il gestore del servizio a partire dal marzo 2028. Si tratta della prima gara dopo 16 anni di affidamento diretto a Tper, reiterato con molteplici proroghe (il contratto di servizio attuale risale al 2011), e l’ultima proroga scade il 29 febbraio 2028.

La procedura di gara sarà gestita da SRM, l’agenzia “committente” del servizio di trasporto, quella che fu brevemente guidata da un tecnico esperto di trasporto, Helmuth Moroder (2017-2018), poi presto allontanato.

Ma soprattutto, si legge nell’atto “questi primi indirizzi prevedono che la procedura di affidamento si svolga in un unico lotto per il bacino metropolitano di Bologna per il servizio bus e tram, scelta ritenuta fondamentale per ottimizzare l’integrazione ed aumentare l’efficacia del funzionamento del sistema di trasporto pubblico metropolitano previsto dal PUMS, garantendo un efficace coordinamento degli orari e la gestione unitaria della flotta e delle infrastrutture“.

La scelta di affidare in blocco tutta la rete di trasporto, gomma e ferro insieme, non è nuova: era già contenuta nella Delibera di Consiglio del Comune di Bologna del 6 maggio 2024 (PG 310180 del 2024) con oggetto: “Indirizzi per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale di linea del bacino bolognese, delle linee tranviarie rossa e verde (…) proroghe“, dove si legge: “In esito a specifici approfondimenti, condotti nell’ottica dell’affidamento dei servizi di Tpl, si è stabilita l’assoluta opportunità di un contratto unico che abbia per oggetto il Tpl su ferro e il Tpl su gomma: i servizi tranviari non sono aggiuntivi, essi si configurano necessariamente come modificativi di quelli di Tpl urbani e sub/extraurbani in essere. Le dinamiche di avvicendamento fra offerte di servizi saranno quindi determinate dagli enti locali con un solo interlocutore, che non subisce migrazioni di entrate da tariffa, nell’ambito di un unico contratto di servizio“.

Quindi tutti d’accordo nel tenere insieme ferro e gomma, autobus e tram.

Chiediamo: oggi TPER dispone di competenze per la gestione tramviaria? Già la gestione dei mezzi su gomma non è facile, nel momento in cui si deve occupare di una flotta molto eterogenea (autobus a gasolio, a metano, elettrici a batteria, filobus, ora anche a idrogeno).

Che le professionalità e le specializzazioni necessarie all’esercizio tramviario, e alla manutenzione dei mezzi e dell’infrastruttura (rotaie e linee aeree) siano ben diverse da quelle relative agli autobus su gomma, è messo formalmente nero su bianco dal Comune di Bologna nella medesima delibera citata: “Va infine evidenziato che l’esercizio di un moderno sistema tranviario, che utilizza specifiche tecnologie, è caratterizzato da peculiari modalità operative, sia per l’effettuazione del servizio sia per la manutenzione dell’infrastruttura e dei rotabili, che lo differenziano nettamente dall’esercizio dei mezzi su gomma e richiedono quindi particolari capacità ed esperienze. Risulta quindi necessario che il gestore al quale affidare l’esercizio di moderni sistemi tranviari sia specializzato negli stessi, ovvero, nel caso di un gestore multimodale, che lo stesso disponga, nell’ambito dell’organizzazione aziendale, di una struttura dedicata, dotata delle necessarie risorse e competenze”.

Nello stesso atto si afferma inoltre: “Occorre pertanto che, entro l’inizio del 2025, venga individuato il Gestore del sistema tranviario affinché esso possa acquisire conoscenza e familiarità con le infrastrutture che compongono il sistema tranviario, tra le quali la linea, il sistema di alimentazione e le sottostazioni elettriche, i depositi, le officine per la manutenzione e il posto centrale di controllo e per consentire al medesimo gestore di nominare tempestivamente il Direttore di esercizio, che ricopre un ruolo nella fase di prove e collaudi della linea e dei tram, di dotarsi del personale necessario, formandolo per le attività previste, e svolgere in ogni caso tutti gli adempimenti richiesti dalla normativa di settore“.

Chiediamo: è vero oppure no che Tper è oggi in difficoltà a reperire autisti di mezzi su gomma? A maggior ragione: sarà in grado di “dotarsi del personale necessario a gestire il tram” mediante ulteriori assunzioni altamente specializzate, nel giro di pochi mesi?

E qui si delinea il dubbio, il dilemma: se Tper non ha competenze tramviarie, ma è obbligata ad averle, come pensa di fare? Ha altre possibilità, o l’unica strada è quella di cercare un partner che disponga di queste competenze, e che entri nel capitale sociale?

Chiediamo: esiste al riguardo un progetto industriale e commerciale? Se Tper è “nostra”, come dice l’assessore Campaniello, noi cittadini abbiamo il diritto di sapere se gli attuali soci (Comune, Regione e Città metropolitana) intendono cedere parte delle proprie quote ad un operatore privato, in grado di apportare quelle competenze ed esperienze necessarie a gestire il tram. Abbiamo il diritto di sapere chi sarà questo operatore, e quanto conterà nel capitale di Tper. Abbiamo diritto di sapere se e quanto la “nostra” azienda di trasporto pubblico verrà di fatto privatizzata.

Concludiamo con altre domande per l’assessore Campaniello e per il sindaco Lepore:

  1. In quali aule consiliari si sta discutendo di una scelta così impattante per il futuro del trasporto pubblico cittadino e metropolitano?
  2. In quali occasioni le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, si sono espresse sull’argomento?
  3. Quando e dove i rappresentanti eletti dei cittadini si sono confrontati, in un dibattito pubblico e trasparente, sull’esercizio di un servizio essenziale come il trasporto pubblico locale?
  4. In quale altro modo gli stessi cittadini, che sono gli utenti di questo servizio, vengono coinvolti?

Prospettiva Comune, 25 giugno 2026


Fonti:

Trasporto pubblico, approvati i primi indirizzi strategici (PUMS Bologna metropolitana – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile)

Atto del Consiglio (Comune di Bologna)